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  TitoloNuovo uso della tossina botulinica per il recupero da paralisi dopo lesione del midollo spinale
  Sommario
Oggetto dell’invenzione è un nuovo impiego della neurotossina botulinica tipo A (BoNT/A) per trattare le lesioni al midollo spinale. Una singola somministrazione spinale di BoNT/A dopo il trauma riduce l'infiammazione, preserva i neuroni dalla morte cellulare e promuove la rigenerazione, portando ad una recupero locomotorio da paralisi, anche in caso di paraplegia e tetraplegia, e al ripristino della sensibilità. Per la prima volta è quindi dimostrato che BoNT/A è in grado di avere un’importante azione di rigenerazione nervosa.
  Stato della tecnica
Ad oggi sono diverse le attività terapeutiche per le quali può essere impiegata la neurotossina botulinica, ma sono per lo più riferite a patologie dovute ad una iperfunzionalità di specifici terminali nervosi che causano patologie muscolari, spasmi muscolari involontari, blefarospasmo (contrazione involontaria dei muscoli della palpebra), iperidrosi (un'eccessiva secrezione di sudore) ecc. Inoltre è ormai diffusa la sua utilizzazione nella cosmesi. Più recentemente BoNT/A ha riscosso interesse nella cura delle sindromi algiche che presentano dolore diffuso senza una correlata specifica condizioni patologica, se non il dolore stesso. Attualmente non esiste invece alcuna cura o farmaco in grado di ristabilire la piena funzionalità motoria delle persone che hanno subito un trauma al midollo spinale, ad esempio in seguito ad un incidente.
  Invenzione
Gli autori hanno creato per la prima volta un modello murino che mima perfettamente quanto avviene nell’uomo in caso di danno permanente al midollo spinale tale che non sia possibile il recupero spontaneo dalla paralisi degli arti. In questi modelli murini è stato visto che, dopo iniezione intratecale della tossina botulinica di tipo A entro 1 ora dal trauma indotto, gli animali trattati hanno mostrato un significativo miglioramento della paraplegia appena due giorni dopo, e hanno raggiunto un recupero motorio totale dopo 30 giorni dalla lesione; i topi di controllo non trattati con la tossina non hanno mai recuperato. L’utilizzo di tale modello animale ha quindi consentito di dimostrare che la tossina botulinica di tipo A può rappresentare un trattamento efficace per la paralisi indotta da lesione del midollo spinale, contrastando il dolore causato dalle lesioni nervose periferiche e consentendo il recupero locomotorio dello stato di paralisi (paraplegia/ tetraplegia) e il ripristino della sensibilità
  TitolaritàConsiglio Nazionale delle Ricerche
  Proprietà industrialeDomanda di brevetto in Europa n. 16725920.9 Domanda di brevetto in USA n. 15/568668
  E-mail di contattoreferenti.titolo@cnr.it
  Telefono Contatto0106598747
  Tagsneurotossina botulinica, contusione midollo spinale, paralisi, neuroinfiammazione, astrociti, recupero della funzione motoria
  Vantaggi
a) Rigenerazione del midollo spinale e recupero locomotorio; b) secondo uso farmaceutico, già noto e approvato l’impiego della neurotossina botulinica sull’ uomo. La BoNT/A è già in uso nella pratica clinica nella cura di diverse patologie con diverse formulazioni commerciali pertanto se ne conoscono i dosaggi, la tossicità, gli effetti terapeutici e le controindicazioni; c) sperimentazione animale già avviata. Formulazione farmaceutica per l’impiego sull’uomo già autorizzata dalla FDA e dall’AIFA; d) le dosi utilizzate di neurotossina botulinica (15 picogrammi/topo) con effetto terapeutico non tossico sono sicure ed inferiori a quelle usate in clinica (100U Botox ῀ 4,8 nanogrammi BoNT/A); e) trattamento in un’unica somministrazione (un’unica dose è in grado di agire dai 3 ai 12 mesi) evitando continue e ripetute somministrazioni.
  Applicazioni
Trattamento di lesioni spinali e sintomi a questi associati, dal dolore alla paralisi. Recupero locomotorio dello stato di paralisi (paraplegia/tetraplegia) e ripristino della sensibilità
  Stadio di sviluppo
Manca solo la sperimentazione pilota su soggetti umani affetti da lesioni traumatiche del midollo spinale. Bisognerà inoltre stabilire con esattezza le dosi di tossina da poter iniettare senza avere reazioni avverse o effetti indesiderati. Il time-to-market è ridotto perché tutti gli studi di tossicità e dose/risposta pre-cliniche sono stati già effettuati per i diversi preparati della BoNT/A, così come riportato anche nella relazione della Società Italiana di Farmacologia (SIF – approvata dal Consiglio Direttivo – 25 febbraio 2013). L’oggetto del brevetto risulta essere altamente traslazionabile.
  Immagine n° 1
  Immagine n° 2

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