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  TitoloMicro-fingerprint fotoniche come dispositivi anticontraffazione
  Sommario
L’invenzione si inquadra nel contesto dello sviluppo di etichette anticontraffazione avanzate che utilizzano metodi di produzione casuali e quindi impossibili da riprodurre. Nello specifico, essa riguarda la creazione di microsfere che osservate al microscopio ottico esibiscono al loro interno una struttura simile a quella delle impronte digitali. Ogni microsfera ha una diversa impronta che viene generata in maniera del tutto casuale e quindi è impossibile da duplicare. Tali microsfere, diverse le une dalle altre, sono un esempio di chiave PUF (Physical Unclonable Functions) e possono essere utilizzate per la creazione di etichette non clonabili.
  Stato della tecnica
Alcune chiavi PUF sono realizzate in modo che la loro struttura ricordi quella di una impronta digitale (fingerprint). La capacità di codifica di tali strutture può essere potenziata utilizzando materiali con proprietà uniche (ottiche, elettriche, magnetiche, termiche, ecc.). Anche la lettura della chiave è tanto importante quanto la funzione fisica usata nella PUF.
  Invenzione
L’invenzione si basa sull’utilizzo di cristalli liquidi colesterici come mezzo per la formazione di strutture casuali autoassemblanti su scala micrometrica in forma di impronte digitali. Tali microsfere sono confinate in una matrice amorfa e su esse è applicato un campo elettrico di opportuna frequenza e intensità. Le molecole di cristallo liquido si riorientano per via del campo elettrico portando alla formazione della tessitura fingerprint. La matrice amorfa può contenere diverse tipologie di microsfere, ognuna di esse può, ad esempio, essere preparata utilizzando un diverso materiale fluorescente in grado di emettere, sotto opportune condizioni di illuminazione, luce di fluorescenza su intervalli di lunghezza d’onda stabiliti aumentando la complessità del sistema.
  TitolaritàUniversità degli Studi delle Calabria
  Proprietà industrialeDomanda di brevetto in Italia n. 102018000009886
  E-mail di contattomassimo.paturzo@unical.it
  TagsEtichette, anticontraffazione, cristalli liquidi colesterici, sicurezza, autenticazione.
  Vantaggi
Le microstrutture esibiscono una tessitura tipo fingerprint con un livello di sicurezza configurabile. Il processo di produzione è semplice e di basso costo. Essendo di dimensione submillimetrica sono difficilmente rilevabili ad occhio nudo e possono essere facilmente nascoste all’interno e sull’esterno dell’oggetto che si vuole proteggere. Il processo di decodifica è adattabile alle specifiche dei vari mezzi di rilevamento. Rispetto alle chiavi PUF basate su tessiture di tipo fingerprint presenti in letteratura, l’invenzione presenta un superiore livello di configurazione.
  Applicazioni
Le microsfere e le etichette possono essere impiegate: a) in dispositivi anticontraffazione; b) per l’identificazione di documenti (passaporti, carte di identità, licenze di guida); c) autenticazione di prodotti di commercio quali monili o orologi; d) per proteggere alimenti o prodotti di uso comune quali tabacchi e capi di abbigliamento (qualora le singole microsfere o gli agglomerati venissero racchiusi in film realizzati con materiali biocompatibili e adatti al packaging).
  Stadio di sviluppo
TRL4
  Immagine n° 1
  Immagine n° 2
  Immagine n° 3

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