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  TitoloRimozione di inquinanti organici dalla cera
  Sommario
Presentiamo una metodologia e un impianto per la rimozione di inquinanti organici dalla cera basato sulla loro decomposizione ad opera della luce ultravioletta. Il processo può inserirsi nel convenzionale ciclo di purificazione della cera e non richiede l’uso di solventi chimici e/o filtri a carboni. Il processo rimuove gli inquinanti consentendo un utilizzo sicuro della cera in campo alimentare, farmaceutico e apistico.
  Stato della tecnica
La cera d’api (Produzione mondiale > 60 KTon dai FAO 2016) È prodotta dalle api e viene continuamente riutilizzata nei favi per sgravare le api dalla necessità di produrla e permettere loro di produrre più miele. La cera d’api ha un grande utilizzo nella preparazione di numerosi cosmetici e farmaci e come additivo alimentare (E901). La lanolina (Produzione mondiale > 2 MTon dati FAO 2013) È la sostanza cerosa prodotta dagli ovini che permette l’impermeabilizzazione del vello. Essa viene raccolta durante la lavorazione della lana. È largamente utilizzata in cosmetica e farmacia per la preparazione di creme e unguenti, destinati anche ai neonati, e nel trattamento del legno. Importanza del trattamento Entrambe queste cere sono esposte all’inquinamento ambientale e ai trattamenti degli allevatori: antivarroa per le api e acaricidi per gli ovini. Queste cere sciolgono molto bene inquinanti di questo tipo che sono poi difficilmente rimovibili.
  Invenzione
La cera viene fusa e miscelata con acqua e aria, in un reattore riscaldato, e irradiata con luce ultravioletta. L'irraggiamento consente sia la fotodegradazione diretta dei composti organici più sensibili, sia la produzione di specie chimicamente molto reattive che attaccano, di preferenza, i composti organici inquinanti portando ad una loro degradazione ossidativa. Gli inquinanti organici subiscono quindi una serie di modificazioni chimiche che portano alla formazione di derivati sempre più solubili in acqua, fino a prodotti di completa mineralizzazione (CO2 e sali inorganici). A fine processo la cera viene recuperata per solidificazione dopo raffreddamento. I prodotti di degradazione vengono allontanati dalla cera sia perché più volatili (espulsi coi vapori durante il processo a caldo), sia perché più solubili in acqua (separata a fine processo). La sperimentazione ha dimostrato che il processo degradativo indotto dall'irraggiamento UV non si estende alle componenti della cera. I parametri chimico fisici della cera dopo il trattamento sono indistinguibili da quelli di cere non trattate. Per la cera d’api prove sul campo hanno inoltre dimostrato che le api accettano la cera trattata, senza differenza rispetto a cere non irraggiate.
  TitolaritàConsiglio Nazionale delle Ricerche, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria,
  Proprietà industrialeIT102018000004155
  E-mail di contattoantonio.cusma@cnr.it
  TagsRimozione inquinanti, tecnologie verdi
  Vantaggi
Rimozione a costo contenuto dei contaminanti organici per cere di origine animale (cera d’api e lanolina) per usi alimentari, farmaceutici o di apicoltura
  Applicazioni
La metodica è applicabile sia alla purificazione della cera d’api che alla lanolina. Industria alimentare Industria farmaceutica Apicoltura
  Stadio di sviluppo
TRL: 6-7 (un reattore da 500 L è in fase di preparazione) Timeline per lo sviluppo industriale: 6-12 mesi per l’ottimizzazione del reattore
  Immagine n° 1
  Immagine n° 2
  Immagine n° 3

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